Torni sempre alle vecchie abitudini, nonostante ti sia impegnato per cambiare. Scopri perché succede e come rendere il cambiamento più stabile.
Hai provato a cambiare per un po’, ma poi torni sempre alle vecchie abitudini. Perché succede? Te lo sei mai chiesto? Sembra una domanda banale, ma non lo è. Se ogni volta che inizi un cambiamento ti ritrovi al punto di partenza, c’è senza dubbio uno schema mentale che stai ignorando.
Questo ti rende frustrato e insinua il dubbio che tu non sia capace di cambiare, ma non è così. Più spesso, il problema è che stai cercando di modificare il comportamento senza capire che cosa continua a riattivare la vecchia abitudine.
In questo articolo scoprirai perché torni sempre alle vecchie abitudini, anche quando hai desiderio di trasformare la tua vita.
Perché torni sempre alle vecchie abitudini: lo schema che ti riporta al punto di partenza
«Ogni volta che provo a cambiare, torno sempre al punto di partenza. Non capisco perché, eppure mi sono impegnato/a». Quante volte hai sentito dire o hai detto una frase del genere? Non vuol dire che tu non abbia fatto del tuo meglio, ma c’è qualcosa che manca se non sei riuscito nel tuo intento.

C’è un errore? Sì, ed è quello di affrontare il cambiamento mantenendo la tua vecchia identità. E la vecchia identità è allineata alle vecchie abitudini. Ecco perché, alla fine, torni sempre al punto di partenza. La gran parte della gente, infatti, tenta di cambiare modificando il comportamento.
Questo non è sbagliato, ma è solo l’ultima parte di ciò che andrebbe fatto: se non cambia l’identità con cui si affronta una determinata sfida, sarà come cambiare un frutto lasciando intatte le radici. Prima o poi sarà lo stesso albero a crescere, e quindi, parafrasando, si otterranno sempre gli stessi schemi e risultati.
Ogni abitudine è frutto di uno schema che a sua volta prende vita da una convinzione e quella convinzione crea l’identità. Non puoi limitarti a modificare un’abitudine, perché non stai sradicando il problema, che è ciò che dovresti fare.
La parte da smontare e ricostruire è l’identità, ed è questa la ragione per cui, quando cerchi di cambiare, resisti per qualche giorno, settimana o anche mese. E poi, torni esattamente al punto di partenza, se non peggio.
Proprio come quando ti metti a dieta, ma con la vecchia identità che vuole mangiare come quando e cosa vuole. Dopo poco tempo, il nuovo regime alimentare sarà abbandonato.
Lo stesso accade con la procrastinazione. Ti imponi di essere produttivo per qualche giorno, ma continui a vederti come una persona disordinata e incostante. Alla prima difficoltà, il cervello torna al comportamento che considera più familiare. Il cervello non ama ciò che è migliore. Ama ciò che gli è familiare. E spesso le due cose non coincidono.
Per questo motivo il cambiamento non fallisce nel momento in cui ricadi in un vecchio schema, ma quando continui a interpretare quella ricaduta come la conferma di essere sempre la stessa persona di prima, con la vecchia identità che ti ha portato risultati non consoni ai tuoi obiettivi.
Se vuoi davvero cambiare, cambia la tua identità. Come diceva Albert Einstein, «non possiamo risolvere i problemi con lo stesso tipo di pensiero che abbiamo usato quando li abbiamo creati».
P.S.
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