Le emografie della mistica di Paravati: cosa dice la scienza
Natuzza Evolo è stata una mistica calabrese, nata a Paravati il 23 agosto 1924 e morta nello stesso paese il 1° novembre 2009. Il 23 agosto 2026 ricorrono i 102 anni dalla sua nascita. La sua è una figura meravigliosa avvolta in un batuffolo di fascino e mistero e ancora oggi, non si può parlare di lei senza citare visioni e altri fenomeni sorprendenti, occorsi nel corso della sua esistenza.
La mistica calabrese era nota, in particolare, per le emografie, ossia immagini che si formavano sui fazzoletti messi a contatto con parti del suo corpo.
Questo è stato il fenomeno che ha maggiormente sconvolto medici e scienziati, poiché, secondo le testimonianze, si trattava di sudore e sangue della donna che, a contatto con fazzoletti, bende e federe, divenivano vere e propri testi scritti e disegni di ostie, croci, cuori trafitti, il volto di Gesù e altre immagini sacre. Una delle scritte più note comparse, a tal proposito, fu “Hoc est corpus meum”, ossia”Questo è il mio corpo”.
Da quanto si apprende, sarebbero numerosi i fazzoletti contenenti queste emografie che diverse famiglie e devoti, conserverebbero tuttora.
La scienza ha tentato molte volte di esaminare il sangue della mistica, cercando di capire se in qualche modo, ci fossero sostanze chimiche o una qualche manipolazione. Gli esiti, tuttavia, sono risultati negativi e non si sono mai trovate tracce di frode né meccanismi biologici in grado di fornire una spiegazione alla formazione delle suddette emografie.
Chiaramente, per la scienza resta un enigma irrisolto, ma per chi ha fede, si tratta di segni soprannaturali tangibili.
Le sofferenze fisiche di Natuzza
Nel corso di un’intervista del 1985 andata in onda su Rai 3, Evolo svelò che le sofferenze fisiche più intense le viveva, in particolare, durante la Quaresima e il Venerdì Santo, in special modo. Sul suo corpo apparivano ferite a mani, ginocchia, spalle e lei riteneva che così prendesse parte alla Passione di Nostro Signore.
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Natuzza Evolo era nota anche per un altro importante fenomeno, ossia la possibilità di interloquire con i defunti.

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