Donna addormentata mentre sogna due scenari diversi, simbolo del motivo per cui alcuni sogni vengono ricordati e altri dimenticati.

Perché ricordi alcuni sogni per tutta la vita e altri spariscono dopo pochi secondi?

Alcuni sogni li ricordiamo per sempre, mentre altri spariscono dopo pochi istanti, e non ci pensiamo mai più. 

Ti è mai capitato di svegliarti con la sensazione di aver fatto un sogno così vivido da sembrarti reale? Uno di quei sogni in cui ricordi per filo e per segno cosa è accaduto, persino volti, azioni compiute, emozioni. Eppure, quando apri gli occhi, ti rendi conto che non è mai successo.

Altre volte, invece, ricordi qualcosa ma in modo molto vago, mentre altre ancora, non ricordi assolutamente nulla. Si tratta di un’esperienza che senza dubbio è comune, ma sono in tanti a chiedersi se c’è una spiegazione. Perché, dunque, alcuni sogni sono indimenticabili mentre altri passano via di mente in pochi istanti?

Perché alcuni sogni sembrano impossibili da dimenticare

Per capire meglio perché alcuni sogni rimangano impressi così a lungo, abbiamo raccolto anche la testimonianza di una donna di 35 anni che ha scelto di restare anonima, poiché il sogno riguarda un’esperienza molto personale.

Donna che dorme mentre il cervello crea un sogno vivido e uno destinato a svanire al risveglio.
Immagine a scopo illustrativo che rappresenta il modo in cui il cervello elabora, conserva o dimentica i ricordi dei sogni.

«Una volta ho sognato una cara amica di mia madre, morta qualche mese prima», ci ha raccontato, «Noi non l’avevamo più vista perché si era trasferita in Svezia con la sua famiglia. Premessa: lei è stata male per tanti anni a seguito di un tumore ed è morta a neanche 50 anni, lasciando due figli. In questo sogno mi trovavo con mia madre in un luogo circondato da terme naturali, un paesaggio dall’atmosfera idilliaca, pieno di luce. A un certo punto è apparsa l’amica di mia madre e io nel sogno ero ben conscia del fatto che fosse defunta. Ricordo che guardai mia madre e le dissi: “Mamma, ma cosa ci fa lei qui se è morta?”. 

L’amica di mia madre mi ha poi chiamata per nome e mi ha fatto capire che voleva abbracciarmi. Mia madre mi faceva cenno di non farlo perché abbracciarla non era cosa buona, a suo avviso. Io, però, mi sentivo così sicura dentro di me che alla fine sono andata verso di lei e non solo l’ho abbracciata, ma l’ho seguita mentre mi accompagnava verso una sorta di ascensore a pianta circolare, tutto vetrato. 

Da qui potevo vedere perfettamente l’esterno. Mi ricordo che siamo salite su questo ascensore. Mentre andavamo su, potevo osservare il paesaggio sottostante e notai che ci dirigevamo sempre più verso una luce.

E lei, non ricordo se nel sogno aveva risposto a una mia domanda o se me l’aveva detto sapendo che io, in quel periodo, mi ponevo una domanda sulla morte…(Ogni tanto, come penso accada a molti, mi era capitato di pensare all’età dei miei genitori che avanzava, al timore di come mi sentirei se non ci fossero più…). Fatto sta che ricordo che lei mi ha detto guardandomi dritto negli occhi (sembrava proprio serena, in pace):

«La morte non esiste».

Per me quel sogno è indimenticabile perché mi ha lasciato una sensazione molto bella e ancora oggi, quando penso alla morte, non provo più quel senso di paura che provavo prima».

Quello che rende un sogno difficile da dimenticare può essere, come in questo caso, l’incontro con una persona cara defunta, oppure la rielaborazione di un qualcosa a cui si tende sempre a pensare. C’è chi racconta di aver sognato persone care scomparse, interpretando quell’esperienza come un messaggio o una richiesta di preghiera. Altri, invece, riferiscono sogni che percepiscono come premonitori o estremamente realistici. Si tratta di esperienze personali, la cui interpretazione varia da persona a persona e non trova un consenso scientifico univoco.

Come abbiamo visto nella testimonianza sopraccitata, un sogno può essere molto dettagliato, al punto da sembrare quasi reale. E poi ci sono quei sogni che, una volta svegli, non si ricordano neanche più.

Esperienze come questa sono molto più comuni di quanto si possa immaginare. Ma cosa accade davvero nel nostro cervello quando sogniamo? E perché alcuni sogni sembrano così reali da accompagnarci per anni?

Cosa dicono le neuroscienze?

Secondo i neuroscienziati, un sogno ha molte più probabilità di essere ricco di dettagli se si verifica nella cosiddetta fase REM (Rapid Eye Movement), ossia un momento del sonno in cui il cervello è incredibilmente attivo. Proprio in questi istanti, potrebbero occorrere esperienze oniriche più dettagliate, emozionanti e ricche di immagini.

Se ci si sveglia durante una fase REM, ci sarebbero molte più probabilità di ricordare il proprio sogno. Se il risveglio si verifica in un’altra fase del sonno, il ricordo, di solito, scompare più velocemente.

Secondo diversi studiosi il cervello non considererebbe i sogni una priorità da tenere a lungo in memoria, e una delle aree più importanti affinché si creino ricordi è l’ippocampo. Nel sonno, il suo funzionamento subirebbe diversi cambiamenti rispetto allo stato di veglia, elaborando, ad esempio, esperienze vissute nel corso della giornata, ma non sempre tiene in memoria i sogni con la stessa efficacia con cui elabora informazioni.

Per cui, molto spesso, basta svegliarsi per dimenticare tutto e dare priorità alle nuove informazioni che si otterranno prendendo lo smartphone, ad esempio.

Alla domanda perché alcuni sogni restano impressi per anni, secondo alcuni ricercatori, è più facile rammentare quelli che sono emotivamente più intensi, sono ricchi di situazioni insolite o sorprendenti, coinvolgono persone care o riflettono esperienze vissute, preoccupazioni ecc. Se un sogno suscita emozioni forti, il cervello tende a ricordarlo perfettamente.

Il mistero dei sogni continua ad affascinare

Nonostante le neuroscienze facciano molti passi in avanti, i sogni restano tra gli aspetti più accattivanti della nostra mente. Alcuni studiosi ritengono che possano dipendere da elaborazione di emozioni, consolidamento della memoria e riorganizzazione di esperienze affrontate durante il giorno.

Altri sostengono che non c’è una teoria che possa dare una spiegazione esaustiva del perché sogniamo, e perché certi sogni restano impressi mentre altri si dimenticano praticamente prima di subito.

E forse, è proprio questo il fascino dei sogni: ogni notte il cervello costruisce mondi, persone e storie che sembrano incredibilmente reali. Alcuni svaniscono al mattino come un fuoco fatuo, altri restano impressi per anni: chissà, forse un giorno, verremo a capo di questo mistero della scienza.

 

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1 commento su “Perché ricordi alcuni sogni per tutta la vita e altri spariscono dopo pochi secondi?”

  1. Mi sono emozionata nel leggere questo articolo. La testimonianza mi ricorda un sogno molto simile che ho fatto non molto tempo fa…Che dire? La vita è un mistero affascinante 🤗

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