Donna in coma che sogna una vita familiare con marito e tre gemelli in un'immagine illustrativa.

Credeva di essere madre di tre gemelle, poi scopre che nulla era vero: la storia che divide il web

La vicenda di una presunta giovane francese che avrebbe vissuto un’intera vita alternativa durante il coma ha fatto il giro del mondo. Eppure, mentre milioni di persone continuano a condividerla, cresce il dibattito sulla sua reale autenticità.

È davvero tutto possibile, nella vita? È una domanda che ci poniamo spesso, tant’è che il più delle volte ci chiediamo cosa potremmo realmente concretizzare e cosa no. Se ci riflettiamo, viviamo con il costante timore che possano accadere cose che non dipendono dalla nostra volontà, e la paura più grande è proprio di non controllare. E che dire, poi, se si finisse in coma?

È forse un’altra delle paure più frequenti, che si ricollegano tutte a un unico comune denominatore: l’ignoto. L’uomo teme ciò che non conosce. Ed è forse per questo che questa storia ha affascinato milioni di lettori in tutto il mondo.

La donna che avrebbe vissuto anni in un’altra realtà

Lo scenario raccontato da Clélia Verdier, una giovane francese di 19 anni, accende davvero una lunga serie di punti interrogativi su ciò che è possibile e ciò che va oltre l’umana comprensione. La ragazza, originaria di Lione, in Francia, era finita in coma per tre settimane, ma al suo risveglio, aveva chiesto ai medici delle sue tre gemelle.

Donna in coma in un letto d'ospedale mentre sogna una vita alternativa in un'immagine illustrativa.
Immagine generata a scopo illustrativo. Non rappresenta persone realmente coinvolte nella vicenda.

Il punto, però, è un altro: quelle bambine non sono mai esistite. Ricordava di essere mamma di tre gemelle, di averle prima allattate e poi cresciute per 7 anni. Ma non era affatto così. Il mondo le è dunque crollato addosso, come riporta il Daily MailDa quanto si apprende, il personale medico dell’ospedale in cui sarebbe stata ricoverata sarebbe rimasto spiazzato dal contenuto dei ricordi della diciannovenne, convinta di essere madre di tre gemelle che, in realtà, non erano mai esistite.

Secondo il racconto attribuito alla giovane, quei 7 anni di maternità sarebbero esistiti soltanto nella sua mente durante il periodo di coma farmacologico. La giovane avrebbe anche spiegato di aver tentato il suicidio ingerendo una gran quantità di farmaci nel giugno 2025.

Avrebbe inoltre raccontato:

«Provavo tantissime emozioni. Quando ho sognato di partorire, ho sentito lo stress. Ho provato anche molto dolore. In questo sogno, ho dato alla luce tre gemelle, che ho chiamato Mila, Miles e Mailee. Mailee è morta poco dopo la nascita. Mi sono sentita malissimo, sopraffatta dalla tristezza e dal senso di colpa».

La giovane avrebbe aggiunto anche altri dettagli sul seguito della loro vita insieme:

«Ricordo le passeggiate, i pasti che condividevamo e le storie della buonanotte».

Perché questa storia continua a far discutere

Mentre molti utenti del web continuano a condividere questa storia, c’è anche chi solleva dubbi sull’autenticità dell’accaduto. Secondo alcuni osservatori, non vi sarebbero conferme ufficiali di ospedali francesi né documenti medici in cui si certifichino ulteriori dettagli in merito a quanto occorso.

Cosa dicono i neurologi

A prescindere dall’autenticità o meno di questa storia, è interessante ascoltare il parere dei neurologi, che da quanto si apprende avrebbero spiegato che sogni di questo genere in coma potrebbero occorrere se il soggetto ha subìto un trauma cranico. Ci sono pazienti che escono da questa condizione raccontando di sogni dettagliati e che in apparenza sono molto vividi. C’è, invece, chi si risveglia senza ricordare nulla.

A tal proposito è interessante anche uno studio riportato dal Pub Med Central, che avrebbe rilevato che circa il 34% dei pazienti ricoverati in terapia intensiva avrebbe avuto ricordi illusori e alcuni di essi avrebbero riferito anche in modo dettagliato di sogni intensi, incubi e persino allucinazioni. Il fatto di essere sedati profondamente accrescerebbe la probabilità di creare questo genere di memorie.

Secondo diversi neurologi, alcuni pazienti reduci dal coma o da lunghi periodi di sedazione riferiscono esperienze estremamente vivide, sogni realistici o ricordi che sembrano autentici. Gli esperti, però, precisano che comprendere cosa accada realmente nella mente durante il coma è ancora oggi una delle grandi sfide delle neuroscienze.

Che questa storia sia reale o meno nei termini in cui è stata raccontata, è interessante osservare come il cervello umano sia un universo tutto da scoprire, con mille sfaccettature che lo rendono ancora oggi uno dei più grandi misteri della scienza. Ma è proprio al confine tra ciò che si può facilmente provare e ciò che ancora dobbiamo appurare, che si collocano vicende come questa, ricche di fascino e curiosità.

E una domanda ritorna prepotente: è davvero tutto possibile?

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