Persona che annota il budget mensile con calcolatrice, contanti e quaderno per organizzare un fondo di emergenza e gestire meglio le spese.

Come costruire un fondo di emergenza partendo da zero (anche con uno stipendio basso)

Costruire un fondo di emergenza è possibile anche se guadagni poco. Scopri da dove iniziare, quanto mettere da parte e quali errori evitare per affrontare gli imprevisti con maggiore serenità.

È cosa nota che nella vita, tutto può succedere. Da un guasto all’auto alla lavatrice che da un giorno all’altro non funziona più,  una multa salata e inaspettata. O ancora, perdere il lavoro su due piedi, magari con un messaggio in cui i titolari ti danno un “arrivederci e grazie“, come nell’ultimo film de Il Diavolo Veste Prada.

Gli imprevisti sono spiacevoli perché, se non si è pronti, possono mettere in grave crisi il bilancio familiare. Eppure sono tantissime le persone che vivono senza mai mettere da parte una somma per i casi di emergenza. Il ragionamento è: «Perché mai dovrebbe succedere proprio a me? Preferisco vivere alla giornata».

Certo è che del «doman non v’è certezza», ma non esageriamo. È importante essere previdenti, e magari rinunciare a uno sfizio in più oggi, che farsi trovare impreparati da un imprevisto domani. Proprio perché del «doman non v’è certezza» è fondamentale avere qualcosa da parte.

Molti sono convinti che costruire un fondo di emergenza sia possibile solo per chi guadagna molto. In realtà non è così. Anche con uno stipendio basso si può iniziare a mettere qualcosa da parte. Non servono chissà quali cifre: ci vogliono un piano, costanza e un metodo pratico.

Cos’è davvero un fondo di emergenza (e perché tutti dovrebbero averne uno)

Mettere da parte soldi non è facile. Spesso ci sono spese impreviste, tentazioni quotidiane o la convinzione di non guadagnare abbastanza per riuscirci.

Salvadanaio con monete, quaderno e calcolatrice su una scrivania minimalista che rappresentano la costruzione di un fondo di emergenza anche con uno stipendio basso.
Costruire un fondo di emergenza significa mettere da parte piccole somme con costanza per affrontare gli imprevisti senza compromettere il proprio bilancio. Immagine a scopo illustrativo.

Uno dei motivi per cui molti non vogliono creare un fondo di emergenza è anche che quel denaro, almeno all’apparenza, rimarrà fermo per molto tempo. E questo porta a pensare che “non stiano servendo a nulla”.

Non servono per acquistare un’auto o un nuovo smartphone e neanche per andare in vacanza. Molti rinunciano anche perché quei soldi non generano interessi come un investimento. Restano semplicemente lì, in attesa di essere utilizzati se dovesse verificarsi un imprevisto.

Ma lo scopo di creare un fondo di emergenza è ben più importante, ossia tutelarsi dagli imprevisti. Quando tutto va bene, chiaramente non ce n’è bisogno, ma basta un imprevisto o un periodo di ristrettezze economiche per far sì che quel fondo funga da materasso d’emergenza.

Il problema non è quanto guadagni, ma non avere un piano

In tanti pensano che quando guadagneranno cominceranno a risparmiare, ma non è proprio così che funziona. Questo perché spesso quando lo stipendio si alza, possono crescere anche le spese. Ecco perché è importante crearsi un piano spesa che possa supportare i propri progetti, in questo caso, gli imprevisti.

Quanto dovrebbe essere grande un fondo di emergenza?

Tenendo conto del fatto che si tratta di qualcosa di personale, in base alle proprie possibilità economiche, sarebbe opportuno creare un piano in cui si parte per obiettivi. Ad esempio, un primo obiettivo potrebbe essere mettere da parte 500 €, il secondo 1.000€, e successivamente un mese di spese, tre mesi, sei mesi.

Come cominciare oggi se hai pochissimi soldi

Se riesci a mettere da parte, per il tuo fondo di emergenza, anche solo 20 euro entro i prossimi 30 giorni, non importa. Inizia da lì. Il primo obiettivo è costruire un’abitudine che nel tempo sarà un valore aggiunto.

Se oggi ti dicessi di mettere da parte 1.000 euro, probabilmente lo vedresti come un obiettivo troppo grande, per il momento. Peraltro il cervello, quando percepisce un traguardo come impossibile, tende a procrastinare.  Quello che conta, però, è cominciare.

Da qui, l’idea che il primo traguardo da porsi debba essere piccolo. Anche se non serve a cambiare subito la tua situazione economica, è utile per modificare un comportamento e acquisire una nuova abitudine.

Supponiamo che il primo mese tu riesca a mettere da parte 20 euro, darai un segnale a te stesso che iniziare non è un’utopia. Detto, fatto. E a quel punto potrai proseguire il percorso e alzare, man mano che puoi, anche la cifra da risparmiare.

Il fondo di emergenza nasce da piccoli risparmi messi da parte nel tempo, fino a crescere.

Metodo Pratico

La sfida dei primi 20 euro

Se pensi di non riuscire a costruire un fondo di emergenza perché guadagni poco, prova questo semplice esercizio.

Non pensare ai prossimi 1.000 euro. Pensa ai prossimi 20 euro.

Dove tenere il fondo di emergenza?

Quando si raggiungono cifre consistenti nel fondo di emergenza, a qualcuno può balenare l’idea di investirlo, spendere i soldi, oppure metterlo nel proprio conto principale. Si tratta, secondo gli esperti, di un errore che rischia di compromettere il lavoro fatto fino a quel momento. Il fondo di emergenza deve essere versato in un conto a parte, a cui deve essere facile accedere, ma al contempo non così tanto da rischiare di spendere tutto.

Gli errori che svuotano il fondo in pochi mesi

Attenzione a non usare il conto per fare acquisti impulsivi, lasciandosi prendere dal momento. Evitare di usarlo per le vacanze, per il Natale e soprattutto, nel caso in cui dovesse verificarsi un imprevisto, è importante ricostruirlo dopo l’uso.

Il fondo di emergenza è uno strumento molto utile, e non quando tutto va bene ma quando qualcosa va storto. In un mondo in cui l’instabilità la fa da padrona, un giorno, semmai ne avrai bisogno, ringrazierai la versione di te che ha iniziato a costruirlo anche con pochi euro alla volta.

 

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