Persona avvolta in una coperta mentre guarda una serie TV romantica sorseggiando una bevanda calda durante una serata rilassante.

Perché K-Drama e C-Drama ci fanno emozionare così tanto?

Negli ultimi anni, sono cresciuti sempre più, anche in Italia, gli appassionati di serie tv cinesi e sudcoreane. Ma cos’è che fa emozionare così tanto da tenere tutti incollati allo schermo?

Da sempre, l’essere umano vive seguendo un filo invisibile da cui si fa trascinare nel vortice degli eventi: le sue emozioni. Sono loro che, in un certo senso, dettano legge e che molto spesso, hanno la meglio in una miriade di circostanze.

Se da quando hai iniziato a guardare i drama cinesi o coreani (o entrambi), ti ritrovi a fare anche le sei del mattino per seguire ogni singolo episodio e scoprire come va a finire, ti commuovi e anche una volta terminato passi del tempo a fare rewatch, allora sappi che sei finito in un incredibile flusso di emozioni.

Ma la vera domanda è: perché K-Drama e C-Drama emozionano così tanto?  Se stai pensando che la risposta è perché le storie d’amore sono belle, sappi che sei fuori strada. Non c’entra neppure la bellezza degli attori, e neanche l’emozione che suscitano le colonne sonore.

C’entra, invece, la psicologia umana. Queste serie fanno emergere dei bisogni che sono tipici di ogni essere umano, come quello di essere amato, capito, scelto, protetto e valorizzato. I K-Drama e i C-Drama ci mostrano uno spaccato di quella che vorremmo fosse la nostra realtà, fatta di un amore immenso, che non sbiadisce col tempo e resiste alle tempeste più dure.

Allo stesso tempo, i suddetti drama portano fuori aspetti di noi stessi che spesso restano sopiti, come le nostre paure, speranze, le ferite che influenzano il nostro presente da adulti, i sogni che si concretizzano sullo schermo. Ecco perché basta anche un episodio a farci scendere una lacrima, risvegliare un batticuore, sorridere o stare svegli fino a tardi.

Che poi, un episodio tira l’altro ed è tutto inutile: altro che ancora uno e poi spengo, ma “non posso chiudere finché non so come finisce”.

K-Drama e C-Drama ci fanno desiderare connessioni autentiche

Tra gli elementi che suscitano maggiore emozione c’è lo slowburn, ossia una crescita lenta dell’amore tra i protagonisti.

Due protagonisti di un K-Drama si guardano intensamente negli occhi durante una scena di forte connessione emotiva
Gli sguardi e le emozioni non dette sono uno degli elementi che rendono i K-Drama così coinvolgenti (foto credit screenshot youtube @netflixphilippines)

Ed è proprio questa lentezza nella costruzione di una relazione che è ciò che probabilmente manca nelle storie d’amore odierne, sia in tv sia nella realtà. Vediamo amori che bruciano e finiscono nel giro di pochi mesi, a volte settimane, a volte pochi giorni. La gran parte sono basati sul sesso, sul piacere immediato, ma un rapporto solido è tutta un’altra storia.

Un legame è, tutta un’altra storia. È un qualcosa che si costruisce giorno dopo giorno, e che nasce dal vedere davvero l’altro, così com’è e amarlo. K-Drama e C-Drama ci mostrano come un rapporto si rafforzi fondandosi su fiducia, presenza e piccoli gesti quotidiani.

Questo risponde a un forte desiderio delle persone di sentirsi viste, amate senza doversi filtrare. È l’avere cura l’uno dell’altro che fa la differenza. Non l’uomo che si prende cura (a senso unico) della sua donna, e viceversa. Entrambi si amano, entrambi sono presenti, entrambi vogliono essere una coppia, con tutti i crismi.

Ci permettono di vivere emozioni che reprimiamo nella quotidianità

Trascorriamo gran parte delle nostre giornate a essere il più efficienti possibile, ma soprattutto, a trattenere emozioni.

Due protagonisti di un K-Drama condividono un momento di vicinanza emotiva e protezione reciproca
Molti K-Drama raccontano relazioni basate su fiducia, protezione e crescita reciproca (foto credit screenshot youtube @youkuromance)

Quando guardiamo un K-Drama o C-Drama, è come se si creasse uno spazio sicuro in cui esplorare forti emozioni, che nella vita di tutti i giorni si tende ad accantonare. Il bello di queste serie è anche l’evoluzione dei personaggi, che non rimangono mai uguali a come ci vengono mostrati inizialmente.

Essi infatti commettono errori, sbagliano, si mostrano anche nei loro lati peggiori, come le forti insicurezze, silenzi interminabili, orgoglio, frustrazione, rabbia, rancore. Tutte emozioni che non vengono filtrate da perbenismo.

Nonostante gli errori, c’è una crescita, un’evoluzione in meglio e questo è un percorso che non può non coinvolgere.

Perché li guardiamo fino a tarda notte?

Guardare uno di questi drama fino a tarda notte è un classico di chi si appassiona, ma non è solo per sapere come va a finire.

La verità è che dopo ogni episodio si crea un bisogno di dare risposte a domande, si hanno forti aspettative (qualche volta anche deluse eh, ndr) e non si vede l’ora di scoprire cosa accadrà. Si crea una ricompensa emotiva che porta, dunque, a voler arrivare fino in fondo.

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Quando guardiamo una delle suddette serie forse non ci limitiamo a seguire una storia, ma riversiamo in essa proiezioni di ciò che vorremmo per noi, la versione migliore di noi che vorremmo incarnare, e ogni volta che finisce un drama che ci è particolarmente piaciuto ci sentiamo un po’ orfani di esso, come se ci mancasse una parte di noi. Quella parte bella che vorremmo far emergere nella realtà (ma che sta a noi portare fuori).

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