Uomo preoccupato controlla il cellulare dopo aver ricevuto un messaggio sospetto mentre utilizza il computer.

Come riconoscere una truffa: i segnali da non ignorare per proteggere soldi e dati personali

Dalle truffe online ai finti tecnici, passando per SMS, telefonate e raggiri porta a porta: ecco i consigli pratici per riconoscere le truffe più diffuse e proteggere denaro, dati personali e i propri cari.

Uno strano messaggio, una mail, una telefonata o il citofono che suona quando non te lo aspetti. Oggi le truffe assumono forme diverse, e con l’avvento dell’intelligenza artificiale, potrebbero diventare ancora più difficili da riconoscere. Ogni anno migliaia di persone perdono denaro, dati personali e, spesso, anche fiducia in sé stesse dopo essere cadute in un raggiro. Subire una truffa è forse una delle cose più brutte che possono accadere, perché oltre alla presa in giro, subentrano i sensi di colpa.

Molte vittime raccontano che il danno economico passa persino in secondo piano rispetto al senso di colpa. Ci si domanda il perché non si sia riusciti a capire subito cosa stesse accadendo o perché ci si sia fidati senza verificare i fatti. A volte, è una catena di montaggio. Una persona subisce una truffa e senza volerlo coinvolge anche parenti o amici, che cadono a loro volta nel tranello dei malfattori.

Perché anche le persone più attente possono cadere in una truffa

Cadere in una truffa è molto più semplice di ciò che si immagina, e non ha nulla a che vedere con l’essere persone ingenue o poco intelligenti, come da convinzione assai diffusa, nella nostra società. È il contrario perché i truffatori fanno leva sulle emozioni delle persone, e non sulla loro intelligenza.

Essi puntano proprio sul fatto che certe emozioni sono in grado di mandare letteralmente in tilt il cervello per alcuni minuti ed è questo di cui approfittano per mettere in atto i loro raggiri.

Il cervello, sotto pressione, prende scorciatoie

Le truffe, come detto qualche riga più sopra, possono avvenire online oppure dal vivo. Quel che non cambia è il far leva sulle emozioni.

Smartphone e computer mostrano un simbolo di allerta che rappresenta il rischio di truffe digitali e tentativi di phishing.
Un semplice messaggio o un’email possono nascondere un tentativo di truffa: verificare sempre prima di cliccare. Immagine a scopo illustrativo.

Poniamo il caso che una persona riceva sul proprio smartphone un messaggio che dice:«Il tuo conto è stato bloccato» o «Tuo figlio ha avuto un incidente». Il cervello interpreta subito la situazione come allarmante e in quegli istanti non è lucido, non fa tutte le valutazioni del caso, come invece dovrebbe fare. L’unica cosa a cui si pensa è risolvere la questione nel minor tempo possibile.

Esistono quattro emozioni su cui i truffatori cercano di far leva, in modo da far cadere i malcapitati nel tranello. Riconoscerle vuol dire avere strumenti efficaci per difendersi.

Le quattro emozioni che i truffatori cercano di attivare

I truffatori cambiano strumenti e strategie, ma fanno quasi sempre leva sulle stesse emozioni. Riconoscerle è il primo passo per difendersi.


🔴 Paura
“Il suo conto sarà bloccato.”
La paura riduce la capacità di ragionare con lucidità e spinge ad agire d’impulso.

🟠 Urgenza
“Deve agire entro cinque minuti.”
Quando ci mettono fretta, il cervello tende a prendere scorciatoie e a verificare meno.

🔵 Fiducia
“Buongiorno, la contatto dalla sua banca…”
I truffatori cercano di apparire autorevoli per abbassare le nostre difese.

🟢 Curiosità
“Hai ricevuto un pacco.”
La curiosità ci spinge ad aprire link o allegati senza riflettere abbastanza.

I messaggi possono cambiare, ma quel che non cambia è il meccanismo psicologico innescato. Ecco perché è necessario fare molta attenzione.

Le truffe più diffuse

Ci sono truffe che si svolgono interamente online, per lo più tramite messaggi che invitano a cliccare link che poi conducono a siti web falsi che sottraggono soldi o dati personali. Il meccanismo è sempre lo stesso: si richiede di fare un’azione urgente, altrimenti si paventa un rischio non indifferente che può riguardare il proprio conto bancario o un parente coinvolto in un incidente o altro, e se l’utente cade nella truffa rischia di perdere anche somme ingenti, che raramente riesce a recuperare.

Tra le peggiori ci sono le truffe dal vivo, che di solito sono anche più pericolose perché sono coinvolte persone che potrebbero anche subire un’aggressione da parte dei criminali, se si dovessero sentire scoperti. Molte truffe in presenza iniziano con una telefonata, ma possono anche partire da una visita porta a porta o da un contatto apparentemente casuale.

La regola dei 2 minuti da tenere a mente

Quando un messaggio o una telefonata sono anomale, e coinvolgono istituzioni o forze dell’ordine che fanno richieste strane (perché ovviamente non sono enti reali né tantomeno vere forze dell’ordine), prima di reagire, è fondamentale fermarsi e ritrovare lucidità. È necessario mantenere la calma, respirare, e soprattutto non compiere nessuna azione impulsiva. Non cliccare su link sospetti, chiudere il telefono se si tratta di una telefonata e verificare i fatti.

È molto importante non dare tutto per vero, finché non vi sono riscontri reali. E quindi, è più naturale fermarsi e chiedersi:«E se questa comunicazione fosse falsa? Ora verifico».

Le truffe continueranno, con molta probabilità a evolversi, anche con l’uso dell’intelligenza artificiale. Tuttavia c’è una cosa che non cambierà, ossia che i malviventi, per riuscire nel loro intento, avranno sempre bisogno di non darti il tempo di riflettere. Per questo motivo, la tua difesa più efficace è imparare a riconoscere quando qualcuno sta cercando di manipolare le tue emozioni.

 

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