Automobilista fa rifornimento in una stazione di servizio mentre il prezzo del diesel supera i 2 euro al litro in autostrada.

Diesel sopra i 2 euro in autostrada: aumentano i prezzi dopo lo stop al taglio delle accise

Dopo la fine del taglio delle accise, i prezzi dei carburanti tornano a salire. Il diesel self supera nuovamente i 2 euro al litro in autostrada: ecco quanto costa oggi fare rifornimento e cosa cambia per gli automobilisti.

Se hai fatto rifornimento negli ultimi giorni, potresti aver già notato un certo aumento dei prezzi. A seguito dello stop al taglio delle accise del 3 luglio scorso, è scattato un nuovo rialzo di benzina e diesel. Secondo gli ultimi dati del Mimit (Ministero delle Imprese e del Made in Italy), sulle autostrade, il diesel in modalità self oltrepassa la soglia dei 2 euro al litro.

Quanto costano oggi benzina e diesel

In base ai dati dell’Osservatorio prezzi del Mimit aggiornati a oggi, domenica 5 luglio 2026, il prezzo medio in modalità self service è di 1,841 euro al litro per benzina e 1,922 euro al litro per il diesel.

L’aumento è ancora più evidente in autostrada, dove il self benzina raggiunge 1,932 euro al litro e il diesel self supera la soglia dei due euro e tocca i 2,004 al litro.

Prezzi medi dei carburanti (5 luglio 2026)

TipologiaPrezzo
Benzina (rete stradale – self)1,841 €/l
Diesel (rete stradale – self)1,922 €/l
 Benzina (autostrada – self)1,932 €/l
Diesel (autostrada – self)2,004 €/l

Fonte: Osservatorio prezzi del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit).

Dopo lo stop allo sconto sulle accise, per la seconda giornata consecutiva, i prezzi sono in crescita.

Perché i prezzi sono in aumento

L’incremento dei prezzi di benzina e soprattutto diesel in autostrada è dovuto proprio alla fine del taglio temporaneo delle accise, che aveva permesso di calmierare i prezzi dei carburanti.

Primo piano di una pistola del carburante durante un rifornimento con i prezzi di benzina e diesel in aumento.
I prezzi di benzina e diesel sono tornati a salire dopo la fine del taglio delle accise. Immagine a scopo illustrativo.

Il ritorno alla tassazione ordinaria ha portato il costo del pieno a salire, e questo, naturalmente, interessa soprattutto chi viaggia lungo la rete autostradale, dove in genere i prezzi sono più elevati rispetto ai distributori posizionati su strade urbane ed extraurbane.

Quanto influisce il costo di un pieno sul budget familiare

A prima vista, un aumento di pochi centesimi al litro può sembrare irrilevante, ma la verità è che quando si fa il pieno, la differenza si sente. Prendiamo ad esempio un’auto con un serbatoio da 50 litri: anche se il carburante aumenta di pochi centesimi, può voler dire che si spenderanno parecchi euro in più per ogni pieno. È chiaro che, in questo contesto, chi ne risente maggiormente è chi percorre molti chilometri ogni settimana, perché l’impatto sarebbe significativo sulla spesa mensile.

Come risparmiare sul carburante

Nonostante non si possano evitare del tutto gli aumenti, è comunque possibile mettere in atto una buona strategia di risparmio, in modo da contenere i costi. In primis, fare un confronto tra i vari distributori presenti nelle zone limitrofe, prima di fare rifornimento. Quando possibile, scegliere stazioni di servizio fuori dall’autostrada.

Evitare, inoltre, di fare accelerazioni o frenate brusche, perché così facendo si tende a consumare di più. Anche pianificare i viaggi, infine, in modo da diminuire il numero di spostamenti non indispensabili, può contribuire al contenimento dei consumi.

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