Persona che scrive con concentrazione, simbolo di autodisciplina, costanza e capacità di mantenere gli impegni presi con sé stessi.

Autodisciplina: perché non riesci mai a mantenere le promesse che fai a te stesso (e come uscirne)

Parti con entusiasmo, ma dopo pochi giorni molli tutto? Scopri perché continui a non mantenere le promesse che fai a te stesso e come costruire un’autodisciplina che dura davvero.

«La tua parola vale zero». Quante volte ti è successo che qualcuno ti accusasse di non mantenere le promesse fatte? E come ti sei sentito, dopo? Magari avrai reagito dicendo: «Non mi importa», ma nei meandri del tuo cuore potrebbe essersi insinuato un dubbio: «Perché non riesco a mantenere mai la parola data?». E non si tratta solo di non riuscire a far fede a impegni presi con gli altri, ma anche con sé stessi.

È un meccanismo strettamente legato alla procrastinazione, che vale la pena approfondire, per uscire da quel loop di promesse non mantenute che genera sfiducia e porta a rimandare, minando significativamente l’operatività.

Le conseguenze del non avere autodisciplina sono notevoli, perché toccano non una sola area della nostra vita, ma molte di più. Di solito, chi non ha disciplina in un settore, non l’avrà neanche in altri. Molte persone sono convinte che l’essere ligi sia una qualità innata, ma si sbagliano.

L’autodisciplina è frutto di un lavoro su sé stessi non indifferente, sullo smorzare quei meccanismi interni che portano a non essere concentrati, a procrastinare e a essere incostanti. Spesso associamo la disciplina a una dote innata, per cui riteniamo che non si possa fare nulla per cambiare la situazione. La verità, fortunatamente, è diversa: la disciplina è un’abilità che si sviluppa con il tempo e con impegno. Proprio come faremmo con i nostri muscoli, questa va allenata e uno dei fattori imprescindibili rimane la costanza. Imparare ad essere costanti fa tutta la differenza.

In questa guida trovi un metodo pratico per sviluppare autodisciplina, essere fedele agli impegni presi e diventare una persona davvero costante.

 

Cos’è davvero l’autodisciplina

Spesso, chi non è disciplinato si chiede come sia possibile che chi, al contrario, lo è, riesca a mantenere gli impegni presi, sempre. Molti si domandano se si tratti di un dono del Cielo, un talento innato dalla nascita o se vi sia chissà quale “magia” dietro la costanza di un individuo.

Donna che si allaccia le scarpe da running all'alba in casa, simbolo di autodisciplina, costanza e impegno verso i propri obiettivi.
L’autodisciplina nasce nel momento in cui scegli di agire, anche quando non ne hai voglia.

Ma la disciplina non ha nulla a che vedere con la personalità, tant’è che è catalogata come competenza, e la competenza va allenata.

Perché è così difficile essere costanti

Essere costanti non è facile, e il risultato lo si ottiene avendo disciplina. Quest’ultima non deve essere confusa con la motivazione, spesso soggetta a cambiamenti di umore, energia e circostanze che ruotano attorno a una persona. Se è solo la motivazione a spingerti a svolgere certe attività, ben presto, per una ragione o per l’altra, potresti perderla e questo andrebbe a inficiare il raggiungimento dell’obiettivo.

Al contrario, se dietro il tuo scopo c’è una struttura, il discorso cambia. La struttura è la disciplina, e ora vedremo come diventare costanti e imparare a gestirsi per davvero, in ogni ambito della vita.

Il problema è che il cervello non è fatto per farti raggiungere obiettivi tra sei mesi. È progettato per farti risparmiare energia e cercare ricompense immediate. Per questo una serie TV sembra più invitante di un libro e il divano più comodo della palestra. Non sei tu a essere “sbagliato”: stai semplicemente seguendo l’istinto più facile. L’autodisciplina serve proprio a interrompere questo automatismo.

L’autodisciplina non consiste nel fare sempre ciò che hai voglia di fare.

È mantenere la promessa che hai fatto a te stesso, anche quando non ne hai voglia.

Perché il cervello preferisce la gratificazione immediata

Per migliaia di anni, l’essere umano si è trovato in un ambiente con risorse limitate, alla continua ricerca di un modo per sopravvivere. Ecco perché, quando trovava cibo, riposo, sicurezza, non solo coglieva al volo l’occasione, ma faceva sì di tenersi stretto ciò di cui era entrato in possesso.

Ad oggi la situazione è cambiata, in gran parte del mondo, ma il cervello reagisce in maniera simile, quando si presenta la cosiddetta gratificazione immediata. Il cervello, infatti, tende a scegliere ciò che gli garantisce una soddisfazione immediata. Ed è per questa ragione che invece di mettersi al lavoro preferisce mangiarsi una bella pizza, guardare un film, controllare notifiche sui social e molto altro ancora.

Diversamente, le ricompense che contano, come imparare una lingua, risparmiare soldi, allenarsi in modo costante o altri progetti, richiedono tempo ed è per questo che il cervello si attiva subito per procrastinarle.

Fortunatamente, essere disciplinati non vuol dire combattere una battaglia stremante contro i voleri del proprio cervello. Essa è fondamentale per creare condizioni che consentano di scegliere ciò che avvicina ai propri obiettivi, senza distrarsi.

Il metodo pratico per sviluppare autodisciplina

Costruire autodisciplina nel tempo è essenziale per far sì che ciò a cui si anela non resti solo mera aspirazione. Le chiacchiere stanno a zero, e quello che conta sono i risultati.

Donna che prepara il tavolo per studiare in un ambiente minimalista, simbolo di autodisciplina, organizzazione e costanza.
L’autodisciplina inizia prima ancora di mettersi al lavoro: nasce dalla preparazione dell’ambiente.

Il primo passo: definire l’azione minima

Tra gli errori che si verificano più frequentemente c’è quello di puntare subito al massimo. Si va in palestra ogni giorno, si studiano 5-6 ore al giorno, si lavora a un progetto in modo molto intenso. In genere questa full immersion può essere efficace per qualche settimana, per poi andare scemando con il trascorrere dei giorni. Quando un’azione richiede una massiccia dose di impegno, la procrastinazione è dietro l’angolo.

La soluzione è definire la propria giornata, eseguendo un’azione minima quotidiana, su cui focalizzarsi completamente. Cercare di essere disciplinati senza riuscire a mantenere il focus è come premere l’acceleratore con il freno a mano tirato. Questo aiuterà a rimanere centrati e a portare a termine il compito, anche nei giorni più difficili, quelli in cui non si ha voglia di fare niente (e non mancano mai!).

Si chiama costruire continuità, ingrediente indispensabile per raggiungere un certo livello di disciplina. Ad esempio, si può scrivere per 10 minuti, leggere due pagine di un libro, fare 5 minuti di allenamento, mettersi a riordinare per alcuni minuti. Se si è soliti rimandare gli impegni, meglio iniziare dandosi pochi minuti da dedicare a quell’attività, ma con costanza.

Passo dopo passo, si aumenterà il tempo da dedicare a quell’attività. Superato un primo ostacolo, si diventerà sempre più costanti, finché la procrastinazione non potrà far altro che lasciare il posto all’autodisciplina.

Collegare l’azione a un momento preciso

Definire gli obiettivi è fondamentale: non basta dire di voler studiare o lavorare di più per farlo concretamente. L’azione deve essere connessa a un momento esatto della giornata. Esempio?

Matteo è un giornalista freelance di successo. Si alza ogni mattina ore 5:00 e si allena per 20 minuti. Dopo aver curato la propria igiene personale, si veste e si dedica alla lettura. Verso le ore 9:00 comincia a lavorare e termina intorno alle 13:00. Dopo pranzo fa una camminata, poi riprende a lavorare dalle 15:00 alle 18:00.

L’uomo ha costruito una sua routine che gli consente di portare a termine il proprio lavoro, avere delle pause durante il lavoro, di 10 minuti e poi una più grande da 30 minuti. C’è anche la pausa pranzo, e una volta terminato, ore 18, può svagarsi, rilassarsi e fare altre attività.

Alessandra voleva perdere peso, e passare da 80 kg a 58 kg. Sembrava un’impresa davvero complessa, perché sapeva che doveva avere molta disciplina e di non averne abbastanza. Oggi, ogni mattina, alle 6:00, mette le cuffie e va camminare, ascoltando un podcast o della buona musica. Ha già perso 11 kg. I primi giorni sembrava davvero difficile, soprattutto perché faceva fatica a svegliarsi. Poi ha preso una decisione netta, non vaga. Non si è detta che avrebbe fatto allenamento in un giorno qualunque, senza però definire precisamente il quando.

Ha scelto di farlo nel momento della giornata a lei più consono: le 6 del mattino. E da allora, sta funzionando alla grande. Chiaramente questi sono meri esempi, che mostrano come avere un piano organizzato incentivi significativamente la continuità.

Progettare l’ambiente giusto

Tra gli aspetti da non sottovalutare per sviluppare un’autodisciplina efficiente, c’è l’ambiente. Quest’ultimo influisce notevolmente sul comportamento. Chi è disciplinato organizza il proprio ambiente in modo smart, così da garantirsi maggiore produttività. E dunque, via il telefono dalla scrivania; prepara prima l’occorrente per lavorare, studiare o allenarsi; disattiva le notifiche. Così facendo, è più semplice svolgere i propri compiti.

Ridurre la difficoltà iniziale

Come accade spesso, il momento più complicato di ogni azione è cominciare. Un vecchio detto afferma: «Tutto sta a cominciare». Ed è esattamente così: una volta che si supera la barriera dell’iniziare, basta lavorare o studiare per pochi minuti al giorno, per poi raggiungere la cosiddetta espansione, ossia entrare in flow e immergersi nel proprio compito a tutto tondo, se si hanno energie e focus.

Usare le ricompense in modo intelligente

Un piccolo stratagemma per raggiungere gli obiettivi con più serenità è utilizzare le ricompense, ossia associare il lavoro o lo studio a una gratificazione. Si potrebbe bere caffè mentre si è all’opera, oppure ascoltare musica o podcast durante un allenamento (corsa, camminata, ecc.). La ricompensa deve essere immediata, ma non deve frapporsi tra te e l’obiettivo.

Attenzione, però. La ricompensa deve aiutarti a portare a termine l’azione, non sostituirla. Bere un buon caffè mentre lavori o ascoltare un podcast durante una camminata può rendere l’abitudine più piacevole. Passare mezz’ora sui social “per premiarti” prima di iniziare, invece, rischia di farti perdere completamente il focus.

Fare una revisione quotidiana

Per migliorare il tuo percorso di autodisciplina devi saperti porre le giuste domande, facendo, magari ogni sera, una breve revisione di quanto fatto durante il giorno. Chiediti:

  • Cosa ho fatto oggi? Come l’ho fatto?
  • Dove ho perso continuità?
  • Cosa posso migliorare?

In questo modo, si approfitta dell’analisi del proprio operato per apprendere e performare sempre meglio.

La regola fondamentale della costanza

Per far sì che la nuova abitudine prenda piede nella tua vita, non saltare mai due giorni di seguito. Se salti un impegno per due giorni consecutivi, interrompi il processo. Nelle giornate più complesse, ricordati di fare anche in quantità minima un’azione.

Come applicare il metodo nella vita quotidiana

Se vuoi essere davvero più disciplinato tieni a mente questi consigli, da consultare ogni volta che vuoi:

  1. Scegli una sola abitudine e lavora su di essa
  2. Concentrati su un’azione minima quotidiana da portare a termine.
  3. Collega quell’azione a un momento ben definito della giornata
  4. Organizza l’ambiente, in modo che implementi produttività.
  5. Ripeti l’azione tutti i giorni.
  6. Controlla i progressi che fai, in modo da migliorare ciò che non va

Nel tempo, la ripetizione creerà automatismo e ti porterà a svolgere le attività sempre più facilmente, al punto che ti sorprenderà il non avere minima intenzione di procrastinare.

Test MetodoPratico

Quanto è solida la tua autodisciplina?

Rispondi alle dieci domande scegliendo l’opzione che ti rappresenta di più. Alla fine scoprirai quanto la tua costanza dipende ancora dalla motivazione e da dove puoi ripartire.

1. Riesci a mantenere le promesse che fai a te stesso per più di una settimana?

2. Quando perdi la motivazione, continui comunque a fare ciò che avevi deciso?

3. Rimandi spesso attività importanti anche sapendo che ti faranno stare meglio?

4. Hai una routine quotidiana che riesci a seguire con una certa continuità?

5. Ti capita di iniziare molti progetti senza portarli a termine?

6. Prepari l’ambiente in modo che sia più facile rispettare le tue abitudini?

7. Dopo un errore o una giornata storta riesci a riprendere senza mollare?

8. Le tue decisioni dipendono più dall’umore del momento che da un piano preciso?

9. Quando dici «inizio lunedì», quel lunedì inizi davvero?

10. Ti consideri una persona costante?

Testimonianze

«Ho fatto caso al fatto che quando tento di concentrarmi su obiettivi a lungo termine, faccio uno sforzo davvero grande, mentre perdere tempo, a volte anche per ore, in gratificazioni immediate, come guardare video sul telefono, sembra non richiedermi alcuno sforzo». Questa è solo una delle tante storie che si leggono online, a riprova del fatto che la gratificazione immediata deve essere gestita e non può prendere il controllo di noi stessi.

A tal proposito, è interessante il racconto di un utente che ha detto di adorare il gelato, al punto che, se fosse per lui, ne mangerebbe più di mezzo chilo ogni notte. Chiaramente era un eufemismo, ma ha detto di aver trovato la soluzione per non cadere in tentazione. «Ho una voglia di dolci pazzesca […], ma non voglio nemmeno essere in sovrappeso o diabetico, quindi ho chiesto a mia moglie di non tenere gelato in giro tutto il tempo».

Cercando di tenere il gelato a distanza, quest’uomo ha fatto sì di non cedere, perché sa che, a lungo andare, potrebbe prendere molto peso e spianare la strada a situazioni in cui potrebbe non sentirsi bene.

Le 5 verità che pochi dicono sull’autodisciplina


1. La disciplina conta più della motivazione

La motivazione va e viene, ed è per questo che non basta. La disciplina, invece, ti permette di continuare anche quando l’entusiasmo è sparito.

2. Fare poco ogni giorno batte fare tantissimo ogni tanto

Una pagina letta ogni giorno vale più di cento pagine lette una sola volta.

3. L’ambiente conta più della forza di volontà

Se il telefono è sulla scrivania, sarà molto più difficile concentrarsi. Se le scarpe da ginnastica sono già pronte vicino alla porta, allenarsi diventa più semplice.

4. Saltare una volta non crea problemi

Il punto è quando inizi a trasformare l’eccezione in un’abitudine.

5. Ogni promessa mantenuta cambia il modo in cui ti vedi

Quando mantieni un impegno preso con te stesso, stai davvero costruendo fiducia in te stesso.

Conclusione

L’autodisciplina è una qualità destinata a pochi eletti? No, non lo è.  Si tratta, invece, dell’esito di comportamenti ripetuti nel tempo. Per ottenere risultati di un certo livello essa è un ingrediente fondamentale, e l’allenamento costante è il vero segreto per ottenerla.

Anche chi ha di base un grande talento, senza disciplina, difficilmente andrà molto lontano. Non bisogna dimenticare, poi, che noi esseri umani necessitiamo di disciplina e non di mera motivazione per raggiungere i nostri obiettivi.

Se si seguono certi schemi, chiunque può diventare costante e ottenere il meglio da Sè. Oltre all’essere disciplinati, non bisogna scordare l’importanza di credere in sé stessi, e non abbandonare alla prima difficoltà.

Molto spesso si cercano scuse per non andare avanti nei progetti, e questo è un fattore che ne penalizza l’esito. Essere disciplinati significa mantenere un impegno non solo con gli altri, ma anche con sé stessi. E quando si mantiene la parola, i risultati arrivano davvero.

Domande frequenti

FAQ sull’autodisciplina

Le risposte alle domande più comuni per capire perché è così difficile mantenere le promesse fatte a sé stessi e come costruire una costanza più solida.

Perché continuo a non mantenere le promesse che faccio a me stesso?

Nella maggior parte dei casi non è una questione di mancanza di carattere o di forza di volontà. Spesso il problema è che ci affidiamo alla motivazione senza costruire una struttura capace di sostenerci quando l’entusiasmo iniziale diminuisce.

Si nasce disciplinati oppure lo si diventa?

L’autodisciplina è un’abilità che può essere sviluppata attraverso abitudini, organizzazione e comportamenti ripetuti con continuità nel tempo.

Qual è la differenza tra motivazione e autodisciplina?

La motivazione cambia in base all’umore, alle energie e alle circostanze. L’autodisciplina, invece, permette di continuare ad agire anche quando la motivazione diminuisce, grazie a una struttura e ad abitudini consolidate.

Perché parto sempre con entusiasmo e poi mollo tutto?

Succede spesso quando si fissano obiettivi troppo ambiziosi o si cerca di cambiare tutto insieme. La disciplina si costruisce partendo da azioni sostenibili, abbastanza semplici da essere ripetute anche nei giorni più difficili.

Come posso sviluppare autodisciplina?

Inizia da un’azione minima, collegala a un momento preciso della giornata e prepara l’ambiente in modo da ridurre le distrazioni. L’autodisciplina nasce dalla continuità, non dall’intensità dello sforzo.

Quanto tempo serve per diventare più disciplinati?

Non esiste un tempo uguale per tutti. Ciò che conta è la regolarità con cui si ripete un comportamento. Sono le piccole azioni mantenute nel tempo a costruire una disciplina stabile.

È normale perdere la motivazione?

Sì. La motivazione è variabile e nessuno può contare su di essa ogni giorno. Costruire autodisciplina significa imparare ad agire anche quando l’entusiasmo iniziale non c’è più.

Perché l’autodisciplina è importante?

L’autodisciplina permette di trasformare le intenzioni in risultati concreti. Aiuta a ridurre la procrastinazione, mantenere gli impegni presi con sé stessi e costruire abitudini capaci di migliorare il lavoro, lo studio e la vita quotidiana.

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2 commenti su “Autodisciplina: perché non riesci mai a mantenere le promesse che fai a te stesso (e come uscirne)”

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